sabato 14 novembre 2009

Nel paese dei balocchi

Nel paese dei balocchi i bambini e le ragazzine sono come bambole.
Le compri a poco prezzo, venti o trenta reais, che sono circa dieci euro. Ma poi puoi farci quello che vuoi.
Ci giochi da solo, o in gruppo. Ti diverti di nascosto o lo mostri a tutti: oggi col cellulare puoi registrare i momenti più belli della tua vita. E così le foto delle tue bambole girano su tutti i telefonini della città; solo non appare il tuo volto: stonerebbe, tra la bellezza innocente dei tuoi giocattoli.

Si rompono in fretta, però. Oppure, quando diventano un po' vecchi, non ti piacciono più.
Ma non c'è problema, perché in fabbrica ci sono ancora molte bambole in deposito, basta solo mandarle a prendere.

Molti giocano in casa: è più sicuro, al massimo basta mettere un po' di paura alle bambole perché non dicano alla mamma che il papà scherza con loro.
Altri sono più organizzati: preparano una festa, chiamano altri 'bambinoni' come loro e si scambiano i regali.

C'è anche una magia: quando ad una bambolina di undici o dodici anni nasce un figlio, all'improvviso si trasforma in mamma, e il gioco continua con una regola nuova (“vai avanti da sola fino alla fine”).
La maggior parte dei giocatori grandi, dicono, è già stato una pedina di questo stesso gioco.
Quando finirà?

Tutto il mondo è paese, paese dei balocchi. Ma che tristezza quando ti accorgi che anche nella tua città è così...


PS: Açailândia, piccola città all'interno del Maranhão, conosce mediamente una denuncia di questo tipo per settimana. Ma la maggior parte dei casi viene ancora nascosta, per complicità o paura...

2 commenti:

Raffaele ha detto...

Grazie, pe Dario, delle tue parole intense che ci aiutano a non scivolare in una pigra indifferenza verso l'abisso di sofferenza e male che attanaglia tante, troppe persone.
SHALOM
dRaf

Graziella ha detto...

Caro Dario
quando passo per le strade che attraversano i boschi del nostro varesotto, provo dolore, rabbia e frustrazione per quelle donne costrette a venire da lontano in questo squallore. E quando si tratta di bambini, di bambine... ma come si fa, quale perversione abita gli uomini, quale disumanità... in questi giorni si discute se tenere il crocifisso in classe... ma io terrei anche le foto di questi crocifissi così contemporanei...
un forte abbraccio
Graziella